Non sono più schiavo di una sveglia al mattino, non devo rispettare più degli orari che mi vengono preimpostati.

Nove minuti con Gabriele Abela: come funziona il Print on Demand, perché proprio Etsy e la regola che usa per scegliere cosa vendere. Niente magazzino, niente merce da comprare in anticipo.
Un ex corriere, un ex operaio, un venditore d'auto, un consulente del credito. Raccontano i risultati, e anche quanto ci hanno lavorato.
Non sono più schiavo di una sveglia al mattino, non devo rispettare più degli orari che mi vengono preimpostati.
Non nego che mi sia dovuto impegnare tanto. Evadevo gli ordini in pausa pranzo, di volo, fra un turno e l'altro.
Il mio coach Nicola si è adattato ai miei orari. Non mi preoccupo di scrivergli anche tarda sera: è sempre disponibile.
Non sto dicendo che è facile: bisogna lavorarci parecchio, prenderlo molto seriamente.
Non è un percorso magico: richiede studio, costanza e impegno. Ma proprio per questo è serio.
Etsy è un business che va prima di tutto capito, e poi affrontato poco alla volta.
Quello che li accomuna non è il punto di partenza. È che ci hanno lavorato con costanza, seguendo il metodo e il coach. I risultati sono individuali e non garantiti.
Ha venduto abbigliamento su Etsy per anni: oltre 2 milioni di euro di fatturato con i suoi negozi.
Ha passato migliaia di ore a guardare persone decidere se comprare o no un suo design. Da lì viene il metodo: la maglietta non si compra per il disegno, si compra perché quel disegno dice qualcosa di chi la indossa.
E non devi credergli sulla parola: la community è gratuita e ci sono oltre 6.000 persone. Puoi leggere con i tuoi occhi cosa scrive chi ci lavora già.
Se alla fine pensi che non sia per te, hai perso nove minuti. Se invece ti ci ritrovi, sai già da dove partire.